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3 Dicembre 2007

CENTRALE A BIOMASSE ED ALTRO A BARBARANO ROMANO

 

Consiglio Comunale movimentato,quello di venerdí 30 Novembre a Barbarano  Romano,che ha visto grande partecipazione di pubblico.All'ordine del giorno la centrale elettrica a biomasse che dovrebbe essere costruita da privati in territorio barbaranese ai confini  con Capranica e sulla quale il comune di Barbarano non avrebbe alcun controllo per quanto concerne la sicurezza. Nel consiglio di venerdí il sindaco presentava una modifica alla delibera che prevede una riduzione dei megawatt prodotti dalla centrale elettrica da 10 a 6 .Il consigliere di minoranza Corsani Roberto ha lanciato un accorato appello alla maggioranza affinchè sospendesse l'approvazione alla nuova delibera e riflettesse sui danni innegabili che tale centrale produrrà .

La legge infatti consente a tali centrali di bruciare oltre alle biomasse (legnami,scarti di lavorazione di legnami anche se trattati con sostanze tossiche)  qualunque altro tipo di rifiuti.La conseguenza è che nel processo di combustione viene liberata diossina, polveri sottili e altre sostanze nocive alla salute .Corsani ha anche sottolineato che i danni derivanti da tale inquinamento danneggeranno la produzione agricola e zootecnica e svaluteranno il patrimonio immobiliare (case e terreni) oltre che il patrimonio ambientale.Non è da dimenticare infatti che il Parco Marturanum ha sede a Barbarano e rappresenta un magnifico connubio tra natura e storia,conservando pregevoli resti della civiltà etrusca.In quanto ai posti di lavoro reclamizzati con lettera del sindaco ai barbaranesi (circa 70),Corsani ha dimostrato,dati alla mano, che è un bluff per irretire la popolazione perchè la centrale ben poco risolverebbe  la situazione occupazionale.

 Il sindaco Guerrini,sordo ad ogni argomentazione,ha chiesto il voto dei consiglieri.A questo punto,il pubblico presente,proveniente anche dai comuni limitrofi     (Capranica,Vejano,Oriolo Romano,Blera,Villa S. Giovanni),ha protestato vivacemente chiedendo di non votare la delibera in vista del convegno che si terrà a Barbarano l' 8 Dicembre.Si è sottolineato che non si possono mettere i cittadini davanti al fatto compiuto e che quindi,nel rispetto della democrazia,andava invertito l'ordine dei lavori e che  solo dopo il convegno, ascoltate tutte le parti in causa,si sarebbero potute prendere decisioni.  

Il sindaco,invece di accogliere tale ragionevole proposta,ha sollecitato i consiglieri a votare per la modifica alla delibera e,nonostante il grosso dissenso dei presenti che hanno innalzato anche cartelli di protesta,tutta la maggioranza,meno un consigliere,ha votato per il sí alla nuova delibera .A questo punto si è scatenata la protesta del pubblico ed il sindaco ha perso una buona occasione per dimostrarsi democratico e dare ascolto ai presenti perchè si è servito dell'unico carabiniere in servizio per far sgomberare l'aula.Non riuscendo completamente nel suo compito,il carabiniere di servizio ha telefonato per chiamare rinforzi per cui,poco dopo,quando   già il pubblico si era parte sparpagliato nel corridoio, parte era rimasto nella sala consiliare,parte stava commentando l'accaduto nella piazzetta sottostante il Comune,è arrivata una gazzella dei carabinieri che,mitraglietta in spalla, hanno dato un'occhiata alla situazione e vedendo che non c'erano pericolosi sovversivi ma pacifici cittadini,si sono fermati in piazza a guardare ed a parlare con loro.

Un grande plauso va al consigliere Corsani che è stata l'unica voce del consiglio che si è opposta con valide argomentazioni alle decisioni già prese dal sindaco e dalla sua giunta.

Grande è la preoccupazione  tra i  cittadini di Capranica,al confine con la zona interessata alla centrale,poichè i fumi nocivi investiranno anche il loro comune già inquinato dai rifiuti tossici giacenti a cielo aperto nella locale cava dal 2005 e ancora non bonificati e con tassi di arsenico nell'acqua potabile superiori ai limiti di legge.

 

L’appuntamento è per SABATO 8 DICEMBRE ORE 11 A BARBARANO  CHIESA DI SANT'ANGELO per manifestare tutto il nostro dissenso per decisioni prese sulla pelle dei cittadini .

 

23 Novembre 2007

LETTERA APERTA

DEL dott: ANGELO BETTOJA

 

E' di pochi giorni la notizia pervenutami della delibera del Consiglio Comunale a proposito dell'impianto di produzione di energia elettrica alimentata da biomasse da costruirsi in località "Incompenso". Mi è stata consegnata anche copia della Sua "Lettera Aperta" che ho letto con la dovuta attenzione.

Innanzitutto desidero presentarmi a Lei e a quanti non sappiano chi io sia e con quale veste intervengo nella questione  della costruzione dell'impianto di cui sopra.
Il mio nome è Angelo Bettoja, nipote di Roberto che forse alcuni anziani di Barbarano ancora ricordano. Oltre 50 anni fa acquistammo la proprietà di "Montevenere", che curammo ed abbellimmo nel più rigoroso rispetto dell'ambiente e del paesaggio. Costituimmo l'allora riserva di caccia per il nostro uso, ma che condividemmo con i numerosi cacciatori locali. Per oltre 20 anni utilizzammo quattro unità lavorative locali per la sorveglianza della "Riserva". Tutto ciò senza alcun fine speculativo. Come molti altri, che analogamente a me hanno costruito od affittato residenze secondarie attirati dalla bellezza del paesaggio, dall'inquinamento inesistente e dalla serena accoglienza dei Barbarenesi, mi sento parte della collettività. Mi considero cittadino Barbaranese anche se non elettore.
Ciò significa che nel rispetto delle leggi e delle consuetudini mi sta molto a cuore tutto ciò che concerne la vita, lo sviluppo ed il benessere di questa comunità.
Condivido quindi la grande preoccupazione di tanti Barbaranesi sull'opportunità e la convenienza di dar corso al progetto in questione.
Non toccherò i punti che riguardano l'inquinamento ed i rischi per la salute. Non ho competenza in materia anche se condivido la preoccupazione di molti . Elencherò semplicemente alcuni aspetti che non mi sembrano toccati dalla Sua "Lettera Aperta".
Mancata tempestiva adeguata e doverosa comunicazione a tutti i cittadini, elettori e non,  sul progetto  approvato in consiglio comunale.
Tardiva "Lettera Aperta"che parla solo dei vantaggi dell'operazione. Non si menziona il danno irreparabile all'ambiente, al paesaggio e le conseguenze negative che si possono avere su tanti altri aspetti dello sviluppo di Barbarano, in particolar modo sul turismo e sul suo indotto.
E' incomprensibile come si possa ignorare specie in un comune che ha voluto e che si può vantare di avere uno dei più bei parchi naturali della regione l'importanza del patrimonio paesaggistico di tutta l'area e non solo sul territorio di Barbarano, ma anche sui comuni limitrofi. Si vuole compromettere una vasta area incontaminata che va dal Lago di Vico ed il  suo parco, al Lago di Bracciano, ai monti della Tolfa con un discutibile megaimpianto.
Non vi sono forse altre forme di produzione di energia alternativa non inquinante che non hanno un impatto negativo sull'ambiente ed il paesaggio? Esse sono mai state prese in considerazione?
E le infrastrutture necessarie (strade, scarico di acqua della lavorazione, palificazione elettrica, traffico di autotreni su di una rete stradale sovraccarica, estrazione di acqua dal sottosuolo con conseguenze negative sulle esistenti falde ecc.) ?
Quale contropartita per questo danno permanente ed irreparabile? 300.000 Euro l'anno? 20/30 ipotetiche assunzioni? Io Barbaranese non elettore, quanti posti di lavoro in tutti questi anni di permanenza nel comune ho assicurato ed assicuro? E senza contropartite.

Egregio Signor Sindaco. Lei è un uomo di scienza e di cultura e quindi mi rivolgo a Lei sicuro di essere ascoltato. Dovrà convenire con me che è necessaria una informazione ben più ampia di quella che è nota sui motivi che hanno indotto il Consiglio Comunale a fare la scelta che ha fatto, soprattutto data la natura, la dimensione e le conseguenza del progetto in questione.
In una materia che tocca non solo gli elettori Barbaranesi, ma anche in non elettori, non Le sembra che dopo uno studio approfondito e documentato sarebbe stata opportuna una consultazione, e non solo nell'ambito politico, ma anche e soprattutto tra tutta la popolazione del territorio.
Su dei problemi di questa vastità, a mio avviso, le maggioranze non contano. Ci vuole un largo consenso. Perchè tanta fretta?
Siamo ancora in tempo per correggere una decisione così poco condivisa e riportare in tutti serenità e fiducia nel futuro.

 

 

                                                                              Cordialmente
Dott. Angelo Bettoja